| EN | DE |
         
| EN | DE |

© Michele Da Pozzo

L'anello del Lagazuoi Grande

Michele Da Pozzo
Direttore del Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo
info@dolomitiparco.com - https://www.dolomitiparco.com/

L’escursione passa lungo ghiaioni di base del Lagazuoi Grande. Gli scenari paesaggistici che si ammirano verso le valli di Ampezzo, Badia, Cordevole e Travenanzes, sono tra i più suggestivi e completi dell’intera area dolomitica.

Il percorso è all’interno nel Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo ed è stato designato dal Parco come il sentiero “parlante” delle Dolomiti UNESCO dell’area ampezzana per l’importanza geologica, naturalistica, storica ed escursionistica che ricopre questa area. 

 

La storia geologica del Grande Lagazuoi è simile a quella di altre montagne dolomitiche, come le Tofane o le Tre Cime, formate da un basamento di scogliera e da un soprastante edificio stratificato di Dolomia Principale, tra i quali si frappone un orizzonte di strati fragili e rossastri. Ciò che lo distingue dagli altri sono le forme singolari, l’abbondanza di morene e marocche glaciali e il notevole sviluppo di una antica e profonda rete carsica (Grotte delle Bambole di Travenanzes), unica nel suo genere nelle Dolomiti d'Ampezzo.
Le caratteristiche dei substrati geologici, le quote elevate e la posizione centrale in ambito dolomitico, fanno dell'area del Lagazuoi uno hot spot di biodiversità floristica e faunistica; è una delle aree più ricche di endemismi floristici delle Dolomiti d'Ampezzo e, grazie allo sviluppo dei versanti esposti a meridione e dei ripari sottoroccia, una delle principali aree di svernamento faunistico del Parco.
Qui passava il fronte italo/austriaco dove si sono svolti gli scontri più cruenti della “Guerra di Mina” durante la Prima Guerra Mondiale.

Insomma, un concentrato di interessi paesaggistici, geologici e geomorfologici, naturalistici e storici di prim'ordine, di cui molti aspetti sono ancora poco conosciuti, nonché ricchi di fascino e mistero. Una tappa obbligata di visita per ogni escursionista dolomitico desideroso di scoprire nuovi aspetti di quel territorio che è stato assurto a patrimonio dell'Umanità per la sua bellezza.

SCHEDA

Punto di partenza
1 -Passo Falzarego; 2 –Cantoniera da Ra Nona

Tempo di percorrenza
○ = 2,5 h (↓ n°2 = 4,5 h)

Segnavia
○ = 401 & 1020; ↓ altern. = 402 & 412

Dislivello totale
○ = 200 m

Quota massima
2660 m – Forcella Granda

Accesso
Il percorso ad anello può essere effettuato in entrambi i sensi di marcia e forse quello orario è più consigliabile per agevolezza dell’incedere. Gli accessi principali all’itinerario sono due.  1 - Il principale è dalla cima del Lagazuoi Piccolo (salendo in funivia) o dal Passo Falzarego a Sud e conduce all’anello passando per le Forcelle di Lagazuoi e Travenanzes.  2 - Il secondo, a est, parte dalla ex casa cantoniera di Ra Nona, 1984 m, sulla strada da Cortina, passa per Forcella Col dei Bòs e raggiunge l’anello a Forcella Travenanzes.

Salita
Da Forcella Lagazuoi, sul versante rivolto alla Val Badia, il sentiero percorre uno spettacolare sistema di cenge naturali, leggermente esposte, ma sempre agevolmente percorribili su sentiero e senza passaggi attrezzati, al cospetto della grandiosa parete della Cima Scotoni. Passando per la spianata sommitale si valica la Forcella Granda, ove il sentiero attraversa anche una breve galleria che buca la cresta e dove spicca bellissimo “gendarme” di roccia in bilico sulla cresta stessa. Sul versante orientale, rivolto verso la Val Travenanzes, si valica la piccola Forcella Gasser Depot e si attraversano estesi versanti detritici, con sentiero sempre ben tracciato a serpentine, per guadagnare la Forcella Travenanzes. 

Discesa
Da Forcella Travenanzes, all’occorrenza e in una decina di minuti, ci si può velocemente ricollegare con l’adiacente Forcella Lagazuoi e ritornare alla cima del Piccolo Lagazuoi oppure scendere al passo Falzarego. Discesa alternativa: una volta compiuto il percorso del Grande Lagazuoi si può scendere per Forcella Col dei Bòs all’Alpe di Ròzes. Questo percorso segue in parte un’ampia strada di guerra costruita per alimentare le postazioni del Castelletto, e richiede due automobili, oppure è più adatta per chi si serve degli autobus di linea.