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© Stefano Zardini

Lagazuoi Photo Award 2020

Cercasi immagini “parlanti”,
scatti che raccontino l’emozione di un mondo, quello delle Dolomiti, lontano da ogni cliché

Il concorso Lagazuoi Photo Award 2020 – il primo progetto curatoriale originale del Lagazuoi Expo Dolomiti, galleria e polo culturale aperto nella stazione di arrivo dell’omonima funivia, a 2.778 metri di altitudine – lancia una sfida a tutti i fotografi, professionisti e non, amanti della montagna. 

E lo fa per voce di un team organizzativo altamente qualificato, coordinato da Denis Curti, uno dei più riconosciuti curatori europei di mostre fotografiche. Ad affiancarlo in questa avventura, Nathalie Herschdorfer, curatrice e direttore del Musée des Beaux-Arts Le Locle in Svizzera, Andréa Holzherr, Global Exhibition Director e curatrice per Magnum Photos, la scrittrice Susanna Tamaro, il giornalista Mario Calabresi e l’imprenditore Stefano Illing. 
La giuria è già al lavoro per selezionare i fotografi che parteciperanno, scandagliando l’ambiente della fotografia: la deadline è stata fissata per il 15 marzo

“Questo progetto nasce da un evidente vuoto di rappresentazione” ha raccontato Stefano Illing, spiegando il concept alla base del Lagazuoi Photo Award. “La montagna è sempre più accessibile e frequentata, e d’altra parte la fotografia è più popolare che mai, con la diffusione degli smartphone e delle macchine fotografiche digitali. Eppure queste opportunità tecniche non hanno saputo rinnovare il nostro sguardo sul territorio. Nonostante tutto l’immaginario proposto è ancora quello nostalgico delle cartoline anni ’50. Forse perché la montagna è ancora per nostra fortuna un luogo “altro”, un'alterità che la rende lontana dalla cultura dominante legata alle città. Ma un vero fotografo conosce la differenza tra guardare e vedere. Sa lavorare anche sulla propria percezione emotiva, sul senso di meraviglia, che restituisce intatto in uno scatto personale e può insegnarci a vedere. E le Dolomiti, tra le montagne più fotografate al mondo, sono il migliore banco di prova”. 

Per incoraggiare i fotografi a sfidare il conformismo visivo occorre elaborare una proposta altrettanto audace e fuori dagli schemi.  “Abbiamo coinvolto una giuria di qualità, ma non omogenea per esperienze e percorsi professionali e di vita: volevamo allargare il campo, esplorare in libertà una strada differente” ha aggiunto Denis Curti. “Non si tratta di una open call. Stiamo raccogliendo segnalazioni e portfolio da esaminare, ci guardiamo intorno, battiamo tante piste. Ogni membro della giuria sceglierà un unico fotografo, anche amatoriale, perché ciò che conta non è il curriculum, ma l’originalità della visione. Tra i finalisti eleggeremo un solo vincitore: in palio ci sono una borsa del valore di 10mila euro, una pubblicazione e la possibilità di esporre i propri lavori in un luogo unico come il Lagazuoi Expo Dolomiti, dal 30 maggio al 28 agosto, in piena stagione turistica estiva. Con la prospettiva di valorizzare la mostra anche successivamente, in Italia e all’estero”.